Recensione – “Kill Creek” di Scott Thomas

Con la recensione di oggi ci addentriamo nell’horror vero e proprio perché parliamo di Kill Creek, scritto dal talentuoso Scott Thomas. Proseguite a vostro rischio e pericolo… 😉

Scott Thomas è nato in Kansas ed esordisce come scrittore proprio con il thriller Kill Creek, grazie al quale ha ricevuto la candidatura ai Bram Stoker Awards. Questo libro diventerà anche una serie televisiva diretta da Scott Derrickson.

Thomas ha lavorato, e lavora tuttora, per la TV americana come produttore e co-creatore di numerose serie TV, tra cui Best Friends whenever. Scrive anche per Cartoon Network, Nickelodeon, ABS Family e altre reti. Attualmente vive a Los Angeles, in California.

Ora passiamo alla recensione di Kill Creek (Rizzoli, 2019), un thriller che vi consigliamo di leggere solo se siete davvero coraggiosi.

Psicologia dei personaggi: i protagonisti sono quattro famosi scrittori di thriller/horror. Ognuno ha una personalità spiccata e il proprio stile di scrittura personale, del tutto diverso dagli altri colleghi. E tutti loro sono convinti di essere di gran lunga migliori degli altri. Ma la loro presunzione cesserà molto in fretta quando si troveranno di fronte a un pericolo imminente. A quel punto emergeranno i fantasmi del passato, le debolezze e le paure, delineate bene dall’autore.

Sviluppo della trama: Sam McGarver, famoso scrittore di libri horror, viene invitato a passare la notte di Halloween insieme a tre suoi colleghi scrittori a Kill Creek, una casa abbandonata da molto tempo (e notoriamente famosa per essere una delle più infestate d’America). Sam non è entusiasta dell’idea ma, dietro insistenza dell’agente pubblicitario che lo ha invitato, finisce con l’accettare. La casa appare terrificante già dall’esterno, ma il bello comincia quando Sam e gli altri si ritrovano dentro. Ogni cosa è inquietante, ogni oggetto sembra animato da una volontà soprannaturale e la casa stessa li attira in un abisso sempre più profondo. Anche dopo aver lasciato quel luogo orribile, i quattro scrittori saranno costretti a tornarci per concludere una questione lasciata in sospeso…

Ritmo: è incessante. Azione e suspence si alternano di continuo, conferendo al romanzo lo stesso magnetismo che la casa esercita sulle sue vittime. La narrazione unisce la trama presente alle storie personali dei protagonisti, legandole insieme in maniera coerente e scorrevole.

Stile di scrittura: Thomas scrive in modo appassionante e intenso. Per certi versi ricorda Stephen King perché coinvolge e spaventa, ma allo stesso tempo si avverte il desiderio di arrivare fino in fondo, per poi ricominciare da capo.

Un libro in una frase: la casa ti possiede, entra nella tua mente e cerca di indebolirti per farti diventare parte di essa. Potrai uscirne vivo solo se sarai più forte di lei.

Voi avete già letto Kill Creek o avete intenzione di leggerlo? Vi piace il genere horror? Fatecelo sapere nei commenti 😃

10 pensieri riguardo “Recensione – “Kill Creek” di Scott Thomas

      1. Anche secondo me merita questo primato, 👍. Di Poe, se non sbaglio, dovrei avere nella mia biblioteca i “Racconti del Mistero” (ho così tanti libri che ho perso il conto ormai, 😁): alcuni sono davvero da brivido,

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  1. A me piace e seguivo sempre le storiacce di Zio Tibia e Isaia nei lontani ’90. Mi c….o in mano ma volevo seguirli lo stesso. Poi andavo a dormire con la paura e mi ripetevo il mantra “Non devo sognare brutto, non devo sognare butto..” e effettivamente funzionava.
    Poi con l’andare degli anni ho lasciato un pò da parte questo filone perché vorrei che si intrecciasse in qualcos’altro…come Todo Modo di Sciascia, per citare un esempio. Ciò non toglie che come lettura da passatempo sia una delle migliori.

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